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Il concept di Philippe Starck su Le Royal Monceau

published on: 5 settembre 2013
Il concept di Philippe Starck su Le Royal Monceau
Quando concepisce un hotel, Starck si trasforma da architetto in scenografo e lavora sulla teatralità per condurre il viaggiatore nel suo universo immaginario e creativo. Tutti i suoi progetti sono diventati icone senza tempo che hanno inciso in modo indelebile il paesaggio dell’hotellerie internazionale. Dagli antesignani Royalton e Paramount di New York, o Mondrian di Los Angeles, fino al Mama Shelter di Parigi realizzato nel 2008. Palazzina Grassi, sul Canal Grande, è stato il primo hotel italiano interamente disegnato da lui e, infine, nell’ottobre 2010 ha inaugurato il lussuoso Le Royal Monceau Raffles Paris. Suite ha chiesto al celebre progettista un breve commento su quale siano stati gli elementi chiave nell’ideazione del concept e degli spazi del Royal Monceau.

Philippe Starck: Per me, Le Royal Monceau è stata l’occasione per esplorare la natura dell’identità francese e reinventarla senza cadere nella banalità o ricorrere al folcloristico. Con tutte le sue qualità e debolezze. Per ritrvare il suo spirito ribelle e sovversivo che riesce contemporaneamente ad essere molto elegante, distaccato e nobile. Al Royal Monceau, non c’è dubbio possibile che si sia effettivamente a Parigi. Se non c’è visione – umana, sociale o amorosa – un progetto non ha senso di esistere. L’unica cosa importante per me è l’effetto che le mie creazioni hanno sui loro utenti, le emozioni e le reazioni che provoca uno spazio. E il Royal è un luogo d’assoluto impatto, che nessuno può descrivere, uno spazio mentale, pregno, abitato, vibrante, poetico. Dove il visitatore diventa attore in una storia che lo porta fuori di sé verso un sogno e al di là. Il mio unico compito è quello di mostrare il cammino. In un viaggio all’interno di un sogno.

Per saperne di più su: PHILIPPE STARCK

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