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Intervista a Jestico + Whiles

published on: 4 settembre 2013
Intervista a Jestico + Whiles
Suite: Quali ritiene siano i principali fattori che hanno avviato il cambiamento nel settore della progettazione alberghiera e nel wellness negli ultimi 10 anni? 
John Whiles: La facilità di viaggiare e di raggiungere mete internazionali, anche lontanissime, ha completamente trasformato gli obiettivi e le opportunità della progettazione alberghiera. Sia che si tratti di palafitte straordinariamente lussuose in mezzo all’Oceano delle Maldive che di alberghi rigorosamente contemporanei sull’altopiano arido del deserto di Acatama in Cile, la possibilità di potersi divertire in ambienti ostili, avvolti in un lussuoso comfort, ha dato un nuovo significato alla parola “avventura”. Ma non sono solo le opportunità di viaggio, anche lo stesso lifestyle contemporaneo rappresenta un motore di cambiamento. Oggi le persone possono dormire in capsule senza finestre, nel cuore delle città più esclusive ad un costo minimo; possono avere a disposizione tutta una nuova gamma di servizi, come pasti preconfezionati da consumarsi ovunque, o piscine dove nuotare in cima al tetto di un grattacielo. Ed, infine, il potere di internet di ricercare, scegliere e prenotare in tempo reale una camera in qualunque parte del mondo. Tutto questo significa nuove incredibili opportunità per chi viaggia e chi progetta. 
Suite: Quali sono oggi le principali tendenze che influenzano il settore alberghiero? 
John Whiles: La consapevolezza del valore psicofisico del benessere e del vivere saluto genico, ma anche la grande facilità di comunicare con chiunque e ovunque: questi fattori hanno una grande influenza sulla nascita di nuove strutture e sul tipo di offerta dei loro servizi. La globalizzazione ha generato fiducia ed entusiasmo nel design che non deve più basarsi esclusivamente sulla Brand Identity per far attirare clientela. Non è più indispensabile che tutte le camere di una catena alberghiera internazionale siano identiche in tutto il mondo. Oggi chi viaggia è alla ricerca di nuovi servizi ma, soprattutto, di fare un’esperienza emozionale unica che caratterizzerà il suo soggiorno più di ogni altro ricordo. Vivacità e anche un certo grado di provocazione può attrarre la clientela contemporanea piuttosto che la qualità e fluidità dello stile “Grand Hotel” del passato. Durante un recente viaggio nel nord d’Italia, ho soggiornato in alcuni dei più esclusivi e lussuosi alberghi d’Europa, ma sono rimasto scioccato dal modello “Grand Hotel” italiano che mi è sembrato del tutto anonimo, anacronistico e banale. 
Suite: Quali ritiene siano gli elementi identificativi del suo design? 
John Whiles: Quando ci occupiamo di un recupero, cioè di un nuovo albergo all’interno di un vecchio edificio, si ricerca l’opportunità di realizzare una contemporaneità contestuale e innovativa, cioè che trasformi i vincoli della condizione preesistente in una peculiarità del progetto. Questo concetto è illustrato molto bene nel riuso della manifattura di Lodz in Polonia nel nuovo Andel’s Hotel. Ci piace molto lavorare con i proprietari degli Andel’s Hotel perché condividiamo gli stessi obiettivi e la stessa sensibilità per la qualità, lo spazio e l’arte. A Lodz abbiamo introdotto enormi coni di luce proprio al centro del corpo di fabbrica: una soluzione che non solo trasforma l’orientamento in un’esperienza cognitiva straordinaria, ma che ci ha permesso di inserire un’illuminazione intelligente che trasforma l’ambiente in un’installazione d’arte. Per noi gli alberghi sono teatri, scenografie dove le persone arrivano per vedere ed essere visti. Non per andare a sedersi nelle loro camere da letto. Creare uno “spirito del luogo” unico è un altro elemento essenziale. I nostri progetti cercano sempre di interpretare in modo sensibile ed originale i riferimenti iconici del posto per trasformare ogni hotel in un’esperienza emozionale irripetibile. Ed, infine, analizziamo tutte le fasi del viaggio: dal momento in cui il cliente arriva in albergo, al momento in cui mette la testa sul cuscino; prendiamo in considerazione ogni potenziale problema per garantire che il nostro design contribuisca in modo intelligente e anche divertente a rendere assolutamente indimenticabile il soggiorno. 
Suite: L’integrazione delle competenze, dall’illuminotecnica all’arredo, è fondamentale per la buona riuscita del progetto, come viene organizzato il percorso progettuale affinchè vi sia sempre il massimo controllo di tutti gli ambiti specialistici? 
John Whiles: Jestico + Whiles è sia uno studio di architettura che di interior design. Ci impegniamo molto per integrare sia la pratica che la teoria delle due discipline con l’obiettivo di ottenere un design olistico che offra alla progettazione alberghiera quell’indispensabile integrità alla base di un progetto di successo. Nei lunghi anni di esperienza, abbiamo lavorato con molti consulenti e oggi siamo in grado di sapere chi condivide la nostra sensibilità e chi può dare quel tipo di risposta che rende ogni intervento unico nel suo genere. All’inizio del progetto, incontriamo tutti i professionisti che lavoreranno con noi e condividiamo con loro le nostre idee, la nostra filosofia e il nostro modo di affrontare il lavoro, affinchè si possa creare spirito di squadra e comunione di obiettivi. Questo non significa proporre un metodo standard perché ogni intervento è assolutamente unico; tutti i nostri progetti sono diversi perché vogliamo che la nostra esperienza sia anche un percorso di scoperta e di piacere. La ripetizione è una noia! 
Suite: A volte, specialmente nel caso di recuperi di edifici storici, è prevista la presenza di uno studio di architettura incaricato del progetto edile. Secondo lei, quali sono i segreti per mantenere un efficace dialogo tra architetto e interior designer? 
John Whiles: Come dicecvo, siamo architetti e interior designer. Sappiamo esattamente ciò che richiede ogni disciplina e quando riceviamo un incarico solo come interior designer, sappiamo comunque come relazionarci con gli architetti. Lo stesso accade anche quando si lavora come architetti con interior designer esterni. Iniziamo a comunicare con chiarezza la filosofia che ispira la progettazione architettonica e a dire loro dove trovare gli spunti per l’originalità e l’innovazione. Anche in questo caso i ruoli possono funzionare bene perché si può portare gli interior designer ad esplorare nuove idee e noi possiamo realizzare una forma costruita che esalti la loro scelta dei materiali e delle finiture. 
Suite: Le normative e i regolamenti edilizi possono costituire una limitazione alla creatività del progetto alberghiero? 
John Whiles: In linea di massima i regolamenti edilizi sono guide per ottemperare alla sicurezza. E’ importante comprendere gli obiettivi delle normative ma anche fare un’attenta ricerca di tutte le possibili alternative, perché spesso una proposta motivata che raggiunge lo stesso scopo può essere ugualmente accettata. La sicurezza antincendio è un buon esempio. Anni fa, la distanza minima da percorrere per raggiungere un luogo sicuro e le porte tagliafuoco costantemente chiuse erano l’unica risposta. Oggi, meccanismi come idranti, sprinkler e vetri ritardanti al fuoco hanno cambiato completamente lo scenario, con conseguenze come la possibilità di avere spazi molto più aperti e di migliorare uso e qualità della vita all’interno degli edifici. La normativa sulla riduzione dei consumi di energia non è un ostacolo, ma un dovere; anche in questo caso, la creatività può fare la differenza. 
Suite: In un mondo ormai sempre più globalizzato, come vengono selezionate le finiture e le lavorazioni quando l’intervento è all’estero o comunque fuori dal proprio ambito di conoscenze? 
John Whiles: La globalizzazione è sempre un’opportunità. Viaggi, trasporti e contatti sono incredibilmente facilitati. Il problema non è quindi l’approvigionamento delle forniture ma il controllo della loro qualità. Anche le normative doganali e i regimi fiscali possono diventare un ostacolo. Il Regno Unito, a differenza di molti altri paesi europei, ha sempre agevolato il mercato libero, utilizzando le risorse del mondo come un mezzo per mantenere bassi i costi dei prodotti nazionali e alta la loro qualità. 
Suite: Una struttura alberghiera si distingue oggi non solo per i servizi ma anche per la capacità di comunicare un’atmosfera sensoriale unica. Chi stabilisce (l’architetto, l’albergatore) la comunicazione ambientale del progetto? 
John Whiles: negli ultimi anni abbiamo lavorato con la maggior parte degli operatori alberghieri internazionali. La realizzazione di un brand book spesso li aiuta a stabilire una propria immagine, anche se, in genere, il tempo necessario per concordare gli standard è tale che sono già vecchi al momento in cui si decide di adottarli. Quando si affronta questo argomento, si cerca sempre di chiarire i valori fondamentali attesi e poi di valorizzarli con soluzioni contemporanee. Solitamente il dialogggo è con i Project Managers che cerchiamo di coinvolgere in un percorso di scoperta. Noi preferiamo confrontarci contemporaneamente con l’albergatore, l’utente e l’impresa, per costruire insieme quella visione che ispiri tutto il team a creare la migliore soluzioni.

Per saperne di più su: JESTICO + WHILES

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