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Intervista a Matteo Thun

published on: 31 luglio 2013
Intervista a Matteo Thun
Suite: Come giudica i vantaggi e le criticità della progettazione alberghiera all’estero rispetto al nostro paese?
Matteo Thun: In ogni progetto di architettura, in Italia come all’estero, cerco di catturare lo spirito del luogo, il suo genius loci. In aeroporto, al mare, tra le Alpi o gli edifici di una metropoli, i fattori cruciali del progetto sono le caratteristiche del sito, i cromatismi, i materiali, le condizioni geografiche e microclimatiche. Per la nuova lobby dell’Hilton Hotel a Barcellona abbiamo voluto ricreare, all’interno dell’edificio esistente, l’atmosfera cosmopolita e informale della città catalana: un open space flessibile, dinamico e fluido, arricchito da un’installazione artistica di Jacopo Foggini. All’estero il "general contracting" è più facile da gestire.
Suite: Dalla sua esperienza in un contesto estero, quali ritiene siano gli spazi per l’ospitalità, pubblici o privati, a cui viene attribuita maggior importanza?
Matteo Thun: Progettare una struttura ricettiva, un business hotel, un campeggio o un resort, significa realizzare una "casa temporanea " confortevole e funzionale per una clientela sempre più eterogenea. Senza privilegiare uno spazio cerco di restituire un ambiente armonico in tutte le sue parti, dalle spa termali, alle camere, al progetto degli oggetti, seguendo quell’approccio olistico che ho sviluppato negli anni della mia formazione milanese con Ettore Sottsass.
Suite: Quanto incide la cultura locale nell’identità della sua firma di design?
Matteo Thun: La cultura e le tradizioni locali alimentano continuamente l’architettura, stimolando nuove e innovative soluzioni.  Bere l’acqua di una vicina sorgente, costruire con i materiali reperiti in loco, consumare al ristorante i frutti dell’orto - a Km Zero -, conoscere il microclima locale, sono gli elementi che definiscono il benessere. È ciò che abbiamo realizzato a Longen, in Germania, per una struttura ricettiva sorta tra i frutteti della valle della Mosella che offre a ogni ospite un giardino di 30 m2 di fiori frutta e verdura, da coltivare e consumare durante il soggiorno. Sentirsi in armonia con la natura è la mia idea di benessere. Il vero lusso, senza bisogno di stelle.

Intervista a cura di Cristina Donati 
Pubblicata su SUITE n.164 aprile 2013

Per saperne di più su: MATTEO THUN & PARTNERS

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