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Intervista ad Alvin Grassi

published on: 31 luglio 2013
Intervista ad Alvin Grassi
Suite: Come giudica i vantaggi e le criticità della progettazione alberghiera all’estero rispetto al nostro paese?
Alvin Grassi: Stranamente, in mondi lontani come la Cina ho riscontrato maggior apertura verso la creatività italiana che nel nostro stesso paese dove, siamo ancora legati ad una visione stereotipata del design. Oggi il design consolidato è ancora vicino agli stilemi dell’International Style, mentre io amo proporre una contemporaneità che sia il risultato di contaminazioni tra epoche diverse per sintetizzare ambienti difficili da catalogare, come ad esempio, il periodo vittoriano inglese, l’Art Deco o il neo classicismo italiano. Il mio è un linguaggio che racconta la storia europea, filtrata attraverso l’unicità di un risultato che comunica lusso e qualità. Un approccio individuale che all’estero è un valore aggiunto perché si basa sull’esclusività e su di una qualità custom-made che non si nasconde mai dietro al brand riconoscibile. Le mie visioni catturano l'essenza dell'ambiente e restituiscono all'ospite contemporaneo il piacere della seduzione dei materiali. In equilibrio costante fra gusto contemporaneo e rispetto del passato, un'antica fattoria, un maniero d'altri tempi o un palazzo gentilizio, evolvono trasformandosi in accurati spazi ricettivi, in luxury hotel & resort o in piccole maison d'hôtes. Il mio ospite è coccolato e avvolto da elementi di preziosa unicità, e salvaguardando il proprio relax, occupandoci della qualità dei dettagli, esprimiamo l'evoluzione delle pietre miliari del nostro lavoro. Questo corrisponde alla nostra concezione di lusso ed eleganza ... questa è la mia filosofia
Suite: Dalla sua esperienza in un contesto estero, quali ritiene siano gli spazi per l’ospitalità, pubblici o privati, a cui viene attribuita maggior importanza?
Alvin Grassi:
L'hotel come un teatro! È tempo di visionari, magici, eccentrici e... illuminati. Una delle cose più piacevoli del nostro incarico è trattare aree specifiche dell'hotel come fossero palcoscenico. Se amate il teatro e i suoi aspetti più spettacolari, allora si alzi il sipario! Il segreto del nostro lifestyle nel prossimo futuro è illustrato dalle strutture dalle strutture ricettive da noi progettate. L'ambiente non è costituito soltanto dalla superficie a disposizione ma anche dal modo in cui esso può essere sfruttato. Non sorprende che l'aspetto più appassionante della nostra missione sia accogliere le persone in uno spazio e preoccuparsi di come si sentiranno al suo interno. Il design d'interni consiste proprio nell'inventare scenografie e per la vita che si vuole vivere. Con un'attenta progettazione si potrà trasformare uno spazio comune in qualcosa di straordinario, dando forma alla Vostra realtà ideale. Il primo impatto e quindi la hall è determinante. L’atmosfera della hall deve coinvolgere e  rapire l’ospite con una scenografia unica che ti colpisce per originalità dei dettagli. La hall è quindi estremamente importante. Naturalmente questo crea aspettative che non possono essere disattese e quindi le camere devono riuscire a mantenere lo stesso livello emozionale.  In un certo senso sarebbe più comodo l’opposto, cioè stupire i clienti negli spazi privati cioè in un secondo momento, dopo che hanno varcato la soglia. In termini assoluti la qualità deve mantenere sempre lo stesso livello, come siamo riusciti ad ottenere nella nostra recente realizzazione alberghiera a Venezia dove sia la lobby che le camere mantengo la stessa tensione emozionale.
Suite:
Quanto incide la cultura locale nell’identità della sua firma di design?
Alvin Grassi:
Moltissimo. E’ fondamentale che il progetto interpreti l’identità e la cultura del cliente.  Recentemente sono stato a Tel Aviv dove ho concordato un progetto, ma non prima di aver visitato la struttura e parlato con il committente. Così ho fatto in Cina per il progetto di Shangai.  E’ faticoso ma per me, è solo attraverso lo scambio e l’interazione con il luogo che riesco ad identificarmi, emozionarmi ed avere la visione del progetto che voglio proporre e che voglio carico di un’identità paralizzante. Come nel teatro la chiave di tutto è la luce: più di ogni altro ingrediente, essa consente di modificare l'atmosfera con risultati spettacolari e dedicati quale tributo alla location che ci ospita. La scelta di arredi e complementi è ugualmente importante per l'imprinting che essi danno all'ambiente che li accoglie. C'è un confine sottile tra la perfezione e la banalità. E' proprio per questo che amiamo mescolare oggetti umili e lussuosi: creiamo ambienti difficili da catalogare.
Suite: Quali aziende italiane preferisce coinvolgere in un opera all’estero?
Alvin Grassi:
Quando un cliente sceglie di lavorare con me, lo fa nella consapevolezza di volere un Made in Italy al 100%.  Non si aspettano cioè solo un designer italiano, ma ricercano la passione del design italiano.  Ecco perché i miei produttori devono essere italiani ed avere la capacità e l’esperienza di sapere cosa significa la cura dettaglio per comunicare il lusso. Aziende “Manifesto” come Santo Passaia, coniugano quella professionalità e artigianalità che io apprezzo e che ci consente di lavorare insieme alla creazione di veri e propri prototipi d’arredo. Questa ricercata unicità, questo lavorare gli interni come fosse ‘yatch design’ è il senso che io conferisco al lusso che è molto distante dalla produzione in serie, anche se di una grande azienda.

Intervista a cura di Cristina Donati Pubblicata su SUITE n.164 aprile 2013

Per saperne di più su: ALVIN GRASSI

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