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Italian Chair District: un approccio integrato ai mercati internazionali

published on: 18 dicembre 2013
Per contrastare la crisi è necessario cambiare atteggiamento e trovare nuove formule di approccio ai mercati internazionali. E’ questo il percorso che sta facendo con successo il Distretto della Sedia italiano, un comparto che conta ben 650 aziende e oltre 450 milioni di fatturato.
La formula vincente è legata alla formula aggregata, fino a pochi anni fa impensabile all’interno di qualsiasi cluster produttivo italiano . Fare massa critica sui mercati emergenti è l’atteggiamento in cui credono le aziende di tutte le fasce, le piccole e medie realtà di qualità  ma anche le più importanti aziende come Moroso, Gervasoni, Domitalia.
A fianco della aziende c’è l’ASDI Sedia, il cui ruolo di cluster management sta assumendo un valore sempre più strategico nel processo di internazionalizzazione del comparto; grazie al suo ruolo è nata inoltre la prima filiera italiana certificata FSC e PEFC a livello distrettuale (rispettivamente con 47 e 19 aziende), una delle poche anche in ambito europeo.
“La grande novità è il lavoro di squadra tra gli imprenditori che stanno imparando a riconoscersi come colleghi e non più come concorrenti, sono loro che ci stimolano – afferma il Presidente Giusto Maurig - ci segnalano i mercati e le fiere di loro interesse, noi non facciamo altro che catalizzare le proposte, esplorare le opportunità che offrono questi mercati e renderci braccio operativo per facilitare la loro presenza in loco. Nel corso del 2013 abbiamo accompagnato all’estero oltre 20 aziende che insieme rappresentano un fatturato di oltre 100 milioni di euro. Tra queste, oltre a quelle prima citate, vi sono Frag, Potocco, Tonon, Fornasarig, Area Declic, Blifase, BP Sedie, Cizeta… . Le aziende contribuiscono in maniera diretta alle spese di partecipazione e i vantaggi di questa formula sono davvero molti. Fondamentale è poi il ruolo della Camera di Commercio di Udine che supporta le imprese e mette a disposizione la rete di contatti sviluppati attraverso le proprie attività. Con questa formula è davvero più facile promuoversi sui mercati internazionali, per questo il numero di imprese che si uniscono a noi è in continua crescita.”
In ottica aggregativa, la varietà di offerta presentata sui mercati internazionali rappresenta un valore inestimabile perché consente al buyer e all’architetto di trovare all’interno del gruppo tutte le tipologie di sedute di cui può necessitare, dalle sedie per il contract a quelle per l’home office o l’health care, e in ogni materiale, dalla pelle al legno o al metallo. E vi sono rappresentati tutti gli stili, dal design al contemporaneo moderno, al classico.
Se il 2013 ha visto ASDI fortemente impegnata a fianco delle aziende, il 2014 non sarà da meno. Il processo di internazionalizzazione sarà rafforzato grazie alla strettissima collaborazione della Camera di Commercio di Udine: il primo appuntamento è a febbraio a Stoccolma. Il futuro è continuare ad innovarsi e presidiare i mercati anche con progetti di aggregazione della subfornitura, attualmente allo studio.   

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