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La mostra di Massimo Iosa Ghini

published on: 21 marzo 2013
Dal 9 al 14 aprile 2013, la Triennale di Milano ospita una mostra dedicata a MASSIMO IOSA GHINI, (Bologna, 1959), una delle personalità più eclettiche dell’architettura e del design internazionale. L’esposizione, curata da Iosa Ghini Associati, con la partnership di Fiandre Architectural Surfaces, Iris Ceramica, Rossato, ripercorre 30 anni di carriera di Iosa Ghini, dagli anni ’80 a oggi, attraverso una ricca selezione di progetti d’interni e di architettura, oggetti di design, illustrazioni, contributi audiovisivi, che si caratterizzano per il minino comun denominatore del disegno, sentito dall’architetto bolognese come una costante pratica e un imprescindibile punto di partenza di tutto il suo iter creativo. Il percorso espositivo, organizzato per aree tematiche, in ordine cronologico, si apre con la sezione Disegnare, che analizza i suoi esordi quando, nel vivace fermento culturale bolognese dei primi anni Ottanta, caratterizzato, tra gli altri, dalla nascita dell’università delle arti e comunicazione di Umberto Eco, partecipa attivamente alla creazione di una nuova visione dell’integrazione dell’immagine, tra illustrazione, moda, comunicazione e fumetto.  Proprio dai comics - in mostra saranno presentati alcuni suoi disegni per Frigidaire, Alter Linus, Vanity - e dalle suggestioni della fantascienza avvia la sua ricerca professionale.  Nel 1985, trasferitosi a Milano, prende parte alle avanguardie del design, fondando il gruppo del Bolidismo, che si caratterizza per la tensione e la purezza delle linee curve di matrice futurista. Nello stesso anno, l’azienda Moroso realizza il suo primo oggetto, la poltrona Numero Uno, vero manifesto di questa tendenza, subito seguita dalla produzione della poltroncina Otello per Memphis. Nasce così quello che si può definire lo ‘stile Iosa Ghini’.  L’anno seguente viene chiamato da Ettore Sottsass a far parte del gruppo Memphis, nel quale le sue forme aerodinamiche riescono a mantenere la propria riconoscibilità. Disegna poi la collezione di oggetti Dinamic di Moroso, il cui successo gli aprì le porte alla consacrazione europea e mondiale.  La dimensione internazionale di Iosa Ghini sarà oggetto d’indagine della terza sezione, Parlare con il mondo, con oggetti - come la poltroncina Metropolis, le lampade Aladin, Scuba e Solar II e le rubinetterie Duravit - progettati per importanti aziende estere, come IBM Italia, Zumtobel, Duravit, Dornbracht in Germania, Roche Bobois International in Francia, Silhouette Modellbrillen in Austria, Yamagiwa in Giappone. La mostra prosegue con l’area Interpretare la quintessenzia italiana, in cui si propongono i lavori che Iosa Ghini ha realizzato per i marchi che rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo, tra cui Ferrari, Maserati, Superga, per i quali ha progettato spazi per il lavoro, negozi e l’immagine coordinata che permette all’azienda di essere immediatamente riconoscibile. Un fattore di fondamentale importanza, perché, come ricorda lo stesso Iosa Ghini, “oggi, la qualità aziendale va oltre il prodotto e coinvolge la comunicazione”. E poi ancora, la collaborazione con Alitalia e, per quanto riguarda il design di prodotto, con Cassina, Poltrona Frau e Snaidero cucine.

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