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La parola a Matteo Nunziati: la sua idea di hall-lounge

published on: 5 settembre 2013
La parola a Matteo Nunziati: la sua idea di hall-lounge
La hall-lounge è certamente tra gli spazi più complessi e affascinanti da progettare in albergo – spiega Matteo Nunziati – perché ne rappresentano il biglietto da visita, il primo segno, impronta progettuale. I miei progetti nascono dall’idea di creare uno spazio fortemente emotivo, capace di trasmettere immediatamente il viaggiatore in un’altra prospettiva, una realtà diversa da quello che è abituato a vivere, un’esperienza nuova. Nel frattempo però concepisco la hall come uno spazio discreto, elegante, familiare, rilassante e rassicurante. La vera sfida a mio parere, è riuscire a trovare la sintesi, l’equilibrio perfetto tra questi due concetti antitetici. A Dubai nel Radisson Blu Hotel ad esempio, abbiamo realizzato una hall-lounge immaginando un enorme living domestico, dove tutti gli elementi sono sovradimensionati. Questa sproporzione - pareti alte sei metri, librerie enormi, decine di sedute, panche, divani e luci decorative – crea una sorpresa emotiva, un interesse e una attrattiva immediata. Ma al tempo stesso definisce un ambiente confortevole, dove le persone passano volentieri il loro tempo, considerandolo non solo come un luogo di sosta e di passaggio da cui scappare dopo che si è fatto il check-in. Anche per questo i nostri progetti esprimono sempre il legame con il luogo, evocato dai colori, materiali e arredi, ma reinterpretando gli elementi iconografici tradizionali secondo la nostra visione. Credo che la hall-lounge debba influenzare gli altri spazi dell’albergo e per questo cerchiamo dei segni caratterizzanti, che riproponiamo come filo conduttore nei corridoi, nelle camere e negli spazi benessere. Questo alfabeto che studiamo differente per ogni progetto, racconta storie sempre nuove e inedite. A Dubai abbiamo cercato di raccontare il gigantismo e la monumentalità dell’antico Egitto, a Milano il romanico lombardo e i navigli, in Cina le atmosfere del quinto secolo, in Kuwait la poesia della geometria araba, in Veneto le pale d’altare di Giorgione e Tiziano. Tutto riletto e reinterpretato secondo una chiave contemporanea e una visione personale, europea, italiana e probabilmente lombarda. Per il futuro credo a progetti sempre più sartoriali, raffinati e curati in ogni dettaglio. L’epoca degli hotel smisurati e impersonali uguali e statici che crescevano senza limite in ogni parte del mondo si è drammaticamente conclusa, a seguito della crisi immobiliare iniziata nell’autunno del 2008. Adesso i nostri clienti ci chiedono alberghi diversi, concreti e commercialmente spendibili, ma con qualcosa in più che li distingua. Luoghi dove la tecnologia, l’ecologia, la passione per la progettazione e il territorio divengono elementi decisivi per sopravvivere e crescere.

Per saperne di più su: MATTEO NUNZIATI

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