Notizie

La parola a Studio 63: la sua idea di hall-lounge

published on: 5 settembre 2013
Una volta superato l’impatto iniziale ovviamente importante della reception, ci si aspetta che nella hall-lounge – spiega Pier Angelo Orecchioni dello Studio 63 Architecture + Design – la gestione dell’hotel si impegni nel dare buoni propositi di comfort e accoglienza, che saranno poi rispettati per tutta la durata del soggiorno. Ma non è purtroppo sempre così. Questo spazio è zona di transito e di sosta, è il “salotto buono” dove accogliere ospiti, ritrovarsi, avere meeting e trattative riservate e sicuramente tutto ciò può anche avvenire con scenari e sfondi inusuali, talvolta avveniristici, a patto di non trascurare comfort e riservatezza. Proprio per questo è anche il luogo dove l’architetto o l’arredatore sentono di imporre il loro tocco personale, catapultandoci a volte in ambientazioni visionarie e paradossalmente irreali, fuori da ogni contesto spazio-temporale. Il luogo dove le luci, i suoni, gli odori, contribuiscono talvolta a invadere inutilmente lo spazio, nella convinzione generalista che il bello non sia nella qualità delle cose, ma nel riempire occhi, naso e gola. Non è questo il mio concetto di hall-lounge e Studio 63 vorrebbe progettare uno spazio contemporaneo che sia soprattutto accogliente e che possa con il tempo acquistare il fascino e il calore proprio dei grandi alberghi di una volta. Una hall-lounge dove la tecnologia sia assolutamente presente, ma discreta e mai esibita, dove il viaggiatore abbia la possibilità di rilassarsi, nel rispetto della propria individualità. Siamo anche fortemente convinti che il cambiamento in questo preciso momento storico parta prima di tutto dalla qualità della progettazione, nel rispetto dei materiali, delle lavorazioni e delle artigianalità locali. Crediamo nell’idea che la globalizzazione sia un’opportunità non per imporre ma per proporre e far veicolare in modo più fluido idee e culture diverse. Avendo chiaro che la varietà dei luoghi idee e culture diverse. Avendo chiaro che la varietà dei luoghi e degli incontri diano un senso al viaggio. Vorrei potermi emozionare ancora magari semplicemente nello scoprire che, sorseggiando un drink comodamente seduto nella hall-lounge di un hotel a Catania, il tavolino davanti su cui sto per poggiare il bicchiere ha un piano in ceramica e una base in legno di cedro del Libano. Questo per dire che a Dubai come a Beijing non si può prescindere dal tener conto dei riferimenti locali, magari mediati in alcuni casi da una rilettura contemporanea.

Per saperne di più su: STUDIO 63

Newsletter

Trattamento dei dati personali ai sensi della legge vigente sulla privacy (art. 4 D.Lgs. 196/03)

Le riviste

suitegdamac

Riflessi at Design Week 2017

Milano Design Week 2017

Follow us on