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La parola ad Elisabetta Motta: la sua idea di hall-lounge

published on: 5 settembre 2013
Si aprono le porte dell’albergo – spiega Elisabetta Motta – e siamo subito all’interno di un luogo, che potremmo definire urbano, dove si intrattengono relazioni di ogni tipo, non legate ai soli ospiti dell’albergo. Perché oggi la hall è diventata hall-lounge, uno spazio vitale e aperto alla città, che si è negli ultimi anni così ridisegnato che spesso non esiste più neppure il canonico banco reception. Alla luce di questa nuova concezione, cerco sempre di rappresentare questo spazio come un impianto semplice e rigoroso, che ne faciliti la fruizione da parte dell’ospite. Nella hall-lounge del Postumia Hotel di Oderzo ad esempio, ho racchiuso in un unico spazio più funzioni, differenziandole con l’arredo e un accurato studio delle luci, in zona reception e zona attesa e conversazione, a supporto anche del bar aperto alla città. In questo spazio avvengono molte cose, incontri, eventi, mostre di pittura e conferenze. Ovviamente queste funzioni sono espresse e idealmente legate tra loro da un interior design mirato, molto attento ad ogni dettaglio, dai colori alle luci fino alla segnaletica. Un altro esempio che ritengo significativo è quello relativo a due design-hotel attualmente in fase di realizzazione, dove la hall-lounge è concepita come un unico spazio diversificato in aree distinte ma ben integrate tra loro, in modo da dare l’idea di un tutt’uno armonico e funzionale. La lounge funge da legame e supporto alle varie attività, cominciando dall’attesa dell’ascensore per salire alle camere, per arrivare al momento di relax o all’incontro per un drink con un amico. Rappresenta anche il momento della socialità, ben identificato con il concetto di “hotel entertainment”. Infatti, oggi gli spazi comuni degli alberghi sono sempre più spesso pensati per attirare e per coinvolgere un pubblico sempre più ampio e non solo limitato agli ospiti dell’hotel. Anche per questo credo fondamentale che il progetto sia coerente con la tipologia dell’albergo, con il brand che lo rappresenta e la location. La hall-lounge di un lodge hotel nel paesaggio incontaminato del bush sud-africano deve essere assai diversa da quella di un business hotel nel trafficato centro di Londra. Occorre pensare ad un tipo di arredo e illuminazione che sia in sintonia con il contesto in cui sorge l’hotel, cercando soluzioni versatili, capaci di creare ambientazioni e scenari di impatto, emozionali per l’ospite e per questo facilmente intercambiabili e diversi secondo l’occasione e il momento della giornata. Forse più di ogni altro spazio dell’hotel, quello della hall-lounge è un progetto che deve tener conto dell’atmosfera e riuscire a far vivere davvero al viaggiatore un’esperienza complessiva. Dalla definizione dello spazio fino ai complementi di arredo e alle finiture, dal logo alla segnaletica, la mia visione anche futura di questo spazio, privilegia, infatti, l’aspetto sensoriale e pone i colori, le suggestioni luminose, le sonorità e i profumi come veri protagonisti della “mise-en-scene”.

Per saperne di più su: STUDIO E.A.M.

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