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Fifty House Soho

Fifty House Soho
Nel quartiere di Porta Nuova, immerso in un moderno ecosistema di vetro e acciaio, basta svoltare in quella via stretta e fuori dal tempo che è via Emilio Comalia, per ritrovarsi di fronte a un palazzo storico sviluppato su quattro livelli, con un bugnato appena tracciato sulla fascia del pianterreno. 
È qui che si trova il Fifty House Soho, vincente risultato di un anno di ristrutturazione che ha reso un vecchio residence un hotel di lusso dal design ricercato e sui generis. L’hotel, la cui ristrutturazione non è ancora terminata compiutamente, ha aperto le porte al pubblico ad aprile, in coda al Salone del Mobile 2018. 
L’intervento di ristrutturazione ha ampliato e modificato completamente il piano terra, attualmente composto da una hall che ricalca il concept del salotto - con profusione di imbottiture, grandi tappeti e librerie - e un bar in cui la bottigliera in tubolare di ottone a più piani fa da indiscussa protagonista. 
Il risultato è uno spazio segreto e seducente, dove l’ospite è subito accolto da luci e bagliori che contrastano con le tonalità dark e intime della hall. Un rifugio urbano, che rivela ed esalta i materiali preziosi, come il velluto, l’ottone e il marmo. 
La Dama con l’ermellino con la maschera di Darth Fener, La scuola di Atene sullo sfondo di una Manhattan pop art e altre opere d’arte dell’artista torinese BISHA costellano ogni ambiente, quasi a voler sottolineare la cifra stilistica, unica nel suo genere, dell’architetto Alessandra Vaccari. 
Si è intervenuto anche sui tre piani superiori che ospitano le camere, prevedendo poche demolizioni e ricostruzioni e il mantenimento dei muri perimetrali, ma solo interventi oculati e mirati al contenimento dei costi, che ricalcano di fatto la precedente divisione degli alloggi e la posizione dei bagni. Anche i corridoi percorrono la stessa traccia del vecchio residence e sono stati rivestiti da una morbida moquette grigia, atta a preservare il sonno degli ospiti dallo scalpiccio e dal rumore dei trolley di mattinieri e ritardatari. Le cucine dei precedenti appartamentini sono state demolite per offrire spazi ottimizzati alle nuove camere. 
A ciascun piano è stato conferito un colore della triade già presente nella hall – cipria, blu e rosso – così da rendere il soggiorno sempre diverso. Ogni camera è provvista di tutti quegli elementi che arcaicamente ricordano il comfort della casa: dalla carta da parati dai colori tenui alle boiserie, dallo scrittoio al divano rivestito di morbido velluto, dal caminetto alla tv a schermo piatto che lo sovrasta. 
E se pensate che sia tutto qui, vi sbagliate di grosso: ancora in corso d’opera sono il piano mansardato, che si comporrà di sette suite, e una zona meeting/pranzo, prevista al piano terra, con porte vetrate che affacciano su un vivace prato all’inglese. 
Infine la ricca collezione di porcellane con cui verrete serviti è disegnata dal noto Antonio Scaburri, designer di composizioni floreali. Fifty House Soho Hotel è solo la seconda riproduzione, a Milano, di un format destinato a dilagare, almeno stando all’intenzioni di HLH, la società con cui Vaccari collabora e che opera nell’ambito dell’hotellerie d’elite.

Città: MILANO

Status: Completed

Anno di realizzazione: 2018

Fornitori qualificati: MICRODEVICE , MAGNIFLEX

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