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HOTEL DUPOND-SMITH

HOTEL DUPOND-SMITH

Potrebbe sembrare quasi un nome in codice Dupond-Smith: una password confidenziale con cui entrare nel cuore di Parigi e passare in pochi secondi dal vivace e frenetico baccano del quartiere del Marais all’intimità di una dimora seicentesca distante due soli isolati dalla riva della Senna. La chiave di accesso alla nuova vicenda ricettiva della Ville Lumière suggerisce con il semplice suono della sua parola un’immagine di eleganza ricercata che non dimentica un retaggio storico e un riferimento alla tradizione della capitale. L’Hotel Dupond-Smith non è contemporaneo e neppure classico, non è pomposo e neppure minimale, conserva suggestioni art decò e dettagli anni ’50 ma soprattutto traduce con memorabile enfasi la miscela più celebre dello stile di vita francese, dal quale non ci si aspetta altro che un’eclettica atmosfera dai toni romantici. E le solo otto camere ricavate nello stretto fabbricato del XVII secolo, sviluppato su quattro livelli e coronato dal classico tetto ritagliato da abbaini, non sono certo carenti di poetica: le progettiste Anne Peyroux e Emmanuèle Thisy plasmano passato e presente per abbozzare spazi carichi di autentico spirito contestuale, dove emerge con enfasi il melànge di cultura e audacia. La minuziosa caratterizzazione è il leit motiv di questa operazione di hôtellerie, conclusa solo alla fine di aprile 2014, e si destreggia tra differenti episodi tutti accomunati da una medesima nozione di identità. Le cinque stanze e le tre suite sono certamente differenti per gli arredi scelti, per i complementi introdotti, per le cromie impiegate; eppure il cambiamento dell’ordine e della natura degli addendi al loro interno non comporta un cambiamento del risultato finale: il linguaggio nasce sempre dalla commistione di mobili d’antiquariato e di design, da pattern geometrici e da colori pastello, da morbidi tessuti e soffici moquette.
Lord R’Hoone, Monsieur Mojo Risin, Alan Smithee, Joseph L’Estrange, Clara Gazul, Saint Leger Leger, James Jewel, John Doe sono i nominativi di letterati o gli pseudonimi di personaggi famosi che identificano le unità: il cliente può esprimere la sua preferenza al momento della prenotazione e decidere in quale luogo consumare il proprio soggiorno. L’esclusività delineata offre enorme prestigio alla permanenza che è resa ancora più speciale dalle ampie dimensioni delle camere, la cui superficie minima è di 20 mq, dalle dotazioni tecnologiche, e dalla presenza di elementi autentici del fabbricato storico, come nella piccola lobby di ingresso al piano terreno e nelle mansarde, dove sono ancora visibili le antiche travi in legno o le murature in pietra. La sommatoria degli ingredienti manipolati dallo studio di interior design produce un luogo dall’accoglienza certamente unica, immaginaria ma non irreale, eclettica ma non iconica, confortevole ma non prevedibile. Un luogo dove la sapiente artigianalità e l’utilizzo equilibrato della decorazione produce quel “très chic” che tanto ci piacerebbe trovare sempre quando siamo in viaggio.
Di Beatrice Vegetti
Pubblicato su Suite n.171 dicembre 2014

Città: PARIGI

Anno di realizzazione: 2014

Progettista: PEYROUX & THISY

Fornitori qualificati: LIGNE ROSET ITALIA, MOROSO , IRIS CERAMICA, HANSGROHE, GERVASONI , FOSCARINI, FLOS, FIAM ITALIA, DRIADE, DEDAR, CERAMICA PORCELANOSA

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