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2021: anno positivo secondo il consuntivo Acimall

published on: 17 maggio 2022
2021: anno positivo secondo il consuntivo Acimall
Dal consuntivo elaborato dall’Ufficio studi di Acimall, l’associazione che riunisce i costruttori italiani di tecnologie per l’industria del legno e del mobile, è emerso che la produzione si è attestata a 2.530 milioni di euro, con una crescita del 36,9 per cento sul 2020, anno da dimenticare per tante ragioni e purtroppo non solo economiche, e dell’11,6 per cento rispetto al 2019.

Molto bene anche le esportazioni, che raggiungono i 1.740 milioni di euro (più 30,8 per cento sul 2020; più 10,1 per cento sul 2019), con un mercato interno che mostra concreti segni di vitalità (790 milioni di euro; più 52,5 per cento sul 2020 e più 15,1 per cento rispetto al 2019). Crescono anche le importazioni, che si sono attestate a quota 244 milioni di euro, il 59,4 rispetto al 2020, il 21,4 per cento in più rispetto al 2019. Dato positivo – come tradizione, alla luce della fortissima propensione all’export delle aziende italiane – anche per la bilancia commerciale, che è pari a 1.496 milioni di euro (più 27,1 per cento sul 2020, più 8,5 per cento sul 2019, più). In aumento anche il consumo apparente: 1.034 milioni di euro, più 54,1 per cento sul 2020 e più 16,5 per cento rispetto al 2019. Dai dati consolidati relativi al 2021 è possibile stilare una classifica dei Paesi più interessati alla tecnologia per il legno e il mobile “made in Italy”. Fra questi al primo posto gli Stati Uniti (164,2 milioni di euro, più 13,9 per cento sul 2020), seguiti dalla Francia (118,2 milioni, più 10,3 per cento) e dalla Polonia (110,6 milioni di euro, più 34 per cento). La Germania si colloca al quarto posto fra i nostri “Paesi clienti”, comperando macchine italiane per 106,3 milioni di euro, più 11 per cento rispetto al 2020. Seguono Regno Unito (81,3 milioni, più 56 per cento), Spagna (76,2 milioni, più 62,3 per cento), Russia (67,3 milioni, più 102,4 per cento) e Cina, che realizza ordini in Italia per 60,1 milioni con una diminuzione – unico Paese della “top ten” con un dato negativo nel 2021 – del 19 per cento. Chiudono la classifica il Belgio (al nono posto con 56,6 milioni di euro, più 18,4 per cento) e l’Austria (54,5 milioni, più 36,6 per cento). In conclusione possiamo dire che tutto indica che il trend positivo è destinato a proseguire per l’anno in corso, anche se le difficoltà di approvvigionamento e gli interrogativi legati al conflitto russo-ucraino e all’andamento della pandemia mondiale di “Covid-19” potrebbero scombinare le carte.

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