Inaugurazioni

Il nuovo nascosto nel vecchio il vecchio svelato nel nuovo

published on: 24 settembre 2018
Il nuovo nascosto nel vecchio il vecchio svelato nel nuovo
Un castello fiabesco, millenaria testimonianza materica che silente veglia sul borgo di Ugento, è stato interessato da una paziente e coraggiosa operazione di restauro che, unitamente alle tutele della Soprintendenza, ha risvegliato l’edificio dal decadimento comatoso in cui era stato abbandonato. 
Il ripristino di questa struttura ne ha svelato tutte le stratificazioni storiche, sepolte dallo scorrere dei secoli. Durante tutti questi anni, il castello ha cambiato d’abito più volte: la primigenia roccaforte normanna fu distrutta da predoni turchi; a una ricostruzione voluta da un re francese seguì l’ampliamento orchestrato dai Marchesi d’Amore, nobile e raffinata famiglia italiana che rese il castello un palazzo residenziale barocco, conservandone la proprietà fino ai nostri giorni. Sono stati infatti Massimo Fasanella d’Amore e Diana E. Bianchi a decidere, nel 2011, di intraprendere questo lungo percorso di restauro conservativo. Si sono quindi affidati allo studio associato CGA di Caserta, con un unico scopo: restituire bellezza alla struttura e attualizzarne la destinazione d’uso.  
Nella punta meridionale del Salento, il Castello di Ugento è oggi un luxury boutique hotel in posizione dominante, per magnificenza e altitudine, sull’omonimo comune a due passi dalle acque cristalline del Mar Ionio. La semplice eleganza dell’apparecchiatura muraria in pietra leccese, dalla tipica tonalità ambrata, nasconde al suo interno un succedersi di episodi che incantano: gli affreschi originali dei soffitti voltati ci raccontano la mitologia greca e romana, insieme a storie quotidiane e simbologie cristiane; lo scalone principale che conduce agli eleganti appartamenti del primo piano svela, all’ospite che volge lo sguardo in su, la restaurata pittura color zaffiro che sottolinea la geometria delle volte a stella, elemento architettonico tipicamente salentino; nell’area occupata oggi dalla pasticceria sono ancora conservati a vista alcuni torchi dell’antico frantoio. 
Incastonato tra le mura del castello, riposa l’orto conchiuso, il giardino delle piante utili risalente al XVII secolo, primo elemento interessato dalla ristrutturazione. Oggi l’orto-giardino offre un’oasi di pace in cui passeggiare e dona alle cucine del castello erbe aromatiche e materie prime fresche: limoni, mandorli, aranci, fichi, albicocchi, susini e cachi fioriscono nell’alternarsi delle stagioni. 
La cucina del Ristorante Il Tempio Nuovo offre corsi professionali di gastronomia e enologia italiana e salentina agli ospiti dell’hotel, mentre le sale con gli affreschi sono raccolti in un’ala museale, in cui verranno ospitate anche opere d’arte del XX e del XXI secolo, quasi a voler intavolare un confronto dialogico tra antico e moderno. L’Aula Magna Normanna, ricavata dalla parte più antica del castello, si presta a eventi privati e conferenze: accoglie fino a 75 persone ed è attrezzata con i più moderni impianti audio e video. Diana Bianchi, che vanta una consistente esperienza di Marketing nel settore lusso, e Massimo Fasanella d’Amore, già CEO di PepsiCo Americas Beverages, hanno fatto confluire le loro competenze manageriali e, unendole con la maestria dei progettisti, hanno restituito un patrimonio al territorio e al mondo, un boutique hotel in grado di dare lavoro tutto l’anno, che offre esperienze culturali artistiche ed eno-gastronomiche stimolanti ed esclusive, sradicando la tradizione turistica regionale, basata essenzialmente sulla stagionalità. Le nove camere sono state progettate e arredate con cura, conferendo a ognuna di loro identità e pregio: pezzi moderni delle migliori firme di design italiano – tra cui Cascina, Poltrona Frau, Minotti, Ceccotti e B&B Italia – affiancano elementi d’arredo su misura, creati da artigiani locali in pregiato noce canaletto, insieme a mobili vintage scovati in piccoli antiquari della zona. 
I letti di tutte le camere sono corredati di lenzuola italiane in percalle e di copriletti tessuti a mano nel Salento. Gli armadi sono di fattura artigianale; il rivestimento dei bagni, muniti di ampio piatto doccia, è in pietra locale. 
Ma c’è di più: il Castello di Ugento fa infatti parte di un intervento improntato sulla sostenibilità ambientale di più ampio respiro. L’intervento di restauro segue delle linee guida sulle quali gli azionisti hanno lavorato insieme allo Studio Associato di Architettura Carafa e Guadagno, per ottenere i più alti livelli di sostenibilità possibili. Gli obiettivi sono quello di creare durabilità e valore.Gli sforzi in questa direttrice sono valsi al Castello di Ugento, oltre che un primato in magnificenza, tre certificazioni energetiche, tra cui il Protocollo ITACA.

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