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Il punto sulla distribuzione dell'arredamento

published on: 7 aprile 2016
Il punto sulla distribuzione dell'arredamento
Da un incontro in redazione tra Giorgio Coppola (agente Flou per l'area di Milano e provincia) e Flavio Maestrini è nato un confronto stimolante. Sono sorti gli spunti per innescare un dibattito attorno al mondo della distribuzione. Questo è un primo contributo che pone le basi per uno scambio di opinioni aperto e interessante. 
Leggetelo ma soprattutto dite la vostra scrivendo a:

focusdistribuzione@gigapublishing.it 

"La distribuzione in Italia nel settore arredamento sta subendo una selezione, accentuata dalla crisi economica che ha colpito i paesi occidentali negli ultimi anni, con l’aggravante di una storica polverizzazione della distribuzione nazionale. Considerando che nel 1980 in Italia avevamo 27.000 licenze di mobili e nel 2013 14.000, in 33 anni si è avuta una notevole diminuzione; ma se ci rapportiamo al mercato tedesco che conta 5.000 punti vendita per 80milioni di abitanti, contro i 60 milioni di popolazione italiana, dovremmo come minimo perdere nei prossimi anni almeno 9.000 rivenditori. È presumibile che tempi così lunghi nella selezione (in Italia) siano determinati da più fattori come la storica polverizzazione della distribuzione, la diversificazione degli utili fatti dai rivenditori in passato (immobili, rendite finanziarie ecc.) che permettono di finanziare le proprie attività o portano ad accontentarsi di utili non rapportabili agli investimenti fatti. Tutto questi elementi ed altro hanno portato a una diminuzione di stimoli economici, componente principale per avere reali spinte al cambiamento, causando anche il calo di quella creatività che aveva caratterizzato questo comparto. Contemporaneamente a quanto detto si aggiunge la perdita di settori merceologici come l’illuminazione, il calo dell’imbottito e il radicamento della distribuzione organizzata (Chateaux d’Ax – Divani&Divani- Poltrone e Sofà ecc.) e della grande distribuzione (Ikea- Gran Casa- Mondo Convenienza ecc.). In altre attività merceologiche il cambiamento è stato radicale: panetterie che dal vendere unicamente pane comune (prezzi bloccati) sono diventate pasticceria- bar- ristorante ecc.; bar che sfruttano i propri spazi dal mattino a colazione, a mezzogiorno per pranzo arrivando fino a sera proponendo happy hour; ortolani che producono frullati e altri prodotti sfruttando la tendenza della bio-qualità alimentare. Nell’arredamento, invece, abbiamo grandi esposizioni sempre meno frequentate, fredde d’inverno e bollenti d’estate che si avviano ad un lento degrado. Attualmente il layout è a volte migliore nella grande distribuzione rispetto ai retail qualificati. Quando si vedono esposizioni di grosse dimensioni con fatturati non sufficienti alla loro gestione, si dovrebbe valutare di ridimensionarne gli spazi e ottimizzare i rimanenti con gli utili dati da una “vendita straordinaria”, da gestire come un evento che coinvolga la clientela storica e quella potenziale". 

L'articolo integrale è pubblicato sul numero marzo/aprile di GDAMILANO (numero 2, anno3).

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