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L'Hotel del futuro per Simone Micheli

published on: 29 giugno 2020
L'Hotel del futuro per Simone Micheli
L’architetto Simone Micheli, è intervenuto al webinar organizzato da PKF “REStart: l’alberghiero si prepara alla nuova partenza” e  alla domanda su come pensa che cambierà il mondo dell’hotellerie dopo questa pandemia ha risposto che secondo lui, l’approccio progettuale non muterà in maniera sostanziale perché chi fa progettazione come lui è abituato a rispondere a quadri esigenziali, con delle risposte precise, attente e misurate ma che si adattano alle mutate esigenze del momento.  

Nello specifico: “Quello che posso dire adesso è che la sostanza del progetto non muterà, ma che certamente muteranno le regole del gioco in relazione a ciò che è accaduto. Gli scenari estetici, funzionali e logistici muteranno certamente i propri assetti nell’immediato, ma fintanto che i quadri normativi nazionali ed internazionali non forniranno chiarezza sulle situazioni, tutto ciò che si potrà fare come attori nel mondo dell'ospitalità porterà probabilmente ad un approccio poco fluido e alquanto problematico. Ci sono tanti aspetti che vanno considerati, dalle SPA alle camere fino ad arrivare alla distanza nei ristoranti. Infinite storie contenutistiche e di sistema che andranno esaminate ed alterate in rapido modo!

I miei studi in questo periodo non sono stati bloccati, mi piace dire che siamo stati fermi correndo. Abbiamo lavorato molto su tematiche di design legate a quello che è accaduto come le mascherine di super design o la creazione di sanificatori da “mostrare” e questo perché ritengo che in un’attività ricettiva come un ristorante, perchè per l’ospite non basterà leggere che il locale è stato sanificato. Sarà necessario mostrare gli elementi che dichiarino visivamente che uno spazio è sicuro, ma gli elementi che renderanno possibile questo al momento non sono abbastanza appetibili dal punto di vista estetico. Stiamo disegnando delle “non maniglie”, perché poche persone avranno il desiderio di toccare delle superfici che non sono igienizzate o possono non esserlo.

Ritengo che  il concetto sia quello di alterare-valorizzare oggetti conosciuti o concepirne dei nuovi in modo tale da renderli realmente performanti. Questi elementi origineranno dunque dei nuovi riferimenti visivi per una rinnovata vita.

Per tornare allo specifico della struttura ricettiva, gli alberghi dovranno sempre essere caratterizzati da unicità e straordinarietà ma dovranno essere sempre più “safe”, dovranno essere attrezzati per garantire la sicurezza degli avventori senza però divenire ospedali. Cambiando, dunque, l’assetto del prodotto si originerà una variazione di scenario per tutte le dinamiche propositive e realizzative connesse al mondo, non solo alberghiero ma della collettività in genere.

Mi chiedete: come sarà l’Hotel del futuro?

Io credo che la risposta sia semplice da una parte e complessa dall’altra, però io non sono un disfattista e perciò vi dico che dobbiamo pensare a ciò che abbiamo dietro le spalle e a ciò che potremmo avere, senza paura. L’albergo del futuro sarà un albergo super iconico, estremamente distintivo come espressività ma super smart, dove la tecnologia finalmente riuscirà ad andare di pari passo con la forma, visto che fino ad adesso questo passo non è stato percorso in maniera corretta.” S.M.

Per saperne di più su: SIMONE MICHELI

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