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REStart: l’alberghiero si prepara alla nuova partenza

published on: 8 aprile 2020
REStart: l’alberghiero si prepara alla nuova partenza
Il primo appuntamento di REStart promosso da PKF hotelexperts ha fatto luce sul decreto liquidità e ha indicato l’orientamento per ripartire: “Ripensare e riqualificare l’offerta”. 

Il decreto liquidità è il tassello di un percorso iniziato il mese scorso, ma che non ha riservato al turismo un’attenzione adeguata. È il sentiment emerso nel corso di un incontro online dal titolo “REStart: l’alberghiero si prepara alla nuova partenza”, promosso da PKF hotelexperts in partnership con hotel & tourism forum per raccogliere le impressioni del settore hospitality all’indomani del decreto liquidità. Ad un mese dal lockdown delle attività, “la seconda release dei provvedimenti intrapresi dal governo ha previsto lo stanziamento di 200 miliardi di prestiti fino al 90% garantiti dallo Stato, ma non va dimenticato il diverso impatto che il Covid-19 ha avuto sui settori. 

Quello dell’hospitality e del travel sono i più colpiti sia in termini di profittabilità che di liquidità ed è per questo necessario un intervento da parte delle istituzioni e delle banche per aiutare non solo gli alberghi a ripartire, ma per adattare l’offerta sulla base delle nuove disposizioni e protocolli post emergenza”, ha esordito Giorgio Bianchi, Managing Partner - Head of Italy di PKF hotelexperts

“Il tema della liquidità – ha dichiarato Barbara Casillo, Direttrice Generale Associazione Italiana Confindustria Alberghi – è prioritario nell’immediato e occorrerà potenziare il Fondo di garanzia per le Pmi e creare uno strumento per le grandi imprese, ma il secondo tema è quello legato agli ammortizzatori sociali per tutelare le imprese”. Altro punto saliente e positivo per Casillo è il passaggio che riguarda l’accesso ai finanziamenti ad un’ampia platea di potenziali beneficiari, e il ruolo di Sace, anche se l’operatività è collegata all’emanazione di un decreto esecutivo. Buona notizia è poi il fatto che Abi (Associazione bancaria italiana) e Sace abbiano costituito un tavolo di lavoro di emergenza per promuovere un processo fluido. L’elemento tempo vale moltissimo, in una fase di grave crisi, “ma per il settore alberghiero tutto questo non è sufficiente - ha sottolineato la direttrice -. Noi stiamo lavorando su misure ulteriori e chiediamo un intervento strutturato sugli affitti. Dobbiamo cominciare oggi a scaldare i motori sulla gestione dell’operatività”. 

Magda Antonioli, Direttrice Met Università Bocconi, ha espresso delusione: “A confronto con l’industria manifatturiera il turismo appare un settore abbandonato. In questa fase corre il rischio di speculazioni. Ora – ha spiegato – abbiamo sia un problema di domanda che di offerta e bisogna capire come dobbiamo presentarci”. La risposta è che la conclusione di questa fase va vista come un catalizzatore per la rinascita: “Facciamo attenzione alla fase della ripartenza – ha ammonito – perché bisogna ripensare l’impresa in termini di progettualità e riqualificazione. Il cosiddetto “bridge finance” deve essere utile ad organizzarci per recuperare una domanda più attenta all’ambiente, all’aspetto etico. Si devono valutare gli investimenti portando avanti un modello di business inedito, puntando su una riqualificazione dell’offerta, attraverso una legge speciale che faccia leva su un nuovo modello legato agli investimenti”. 

Secondo Giorgio Palmucci, presidente Associazione Confindustria Alberghi e presidente Enit, “il decreto si è occupato delle priorità sanitarie e di sopravvivenza, ma non del turismo. Saranno necessari investimenti, perché le aziende dovranno adeguarsi ai protocolli che verranno introdotti, ma si tratterà di cogliere questa opportunità per migliorare il prodotto hospitality”. Per quanto riguarda l’aspetto finanziario “Cdp si è mossa anche autonomamente, con un plafond da 1 a 3 miliardi della piattaforma imprese attraverso il sistema bancario – ha ricordato Alessandro Belli, head of tourism real estate di Cdp Investimenti Sgr – già il 10 marzo all’inizio della crisi e poi ad aprile l’iniziativa da 2 miliardi per il sostegno all’emergenza di medie e grandi imprese. Ora Sace è entrata con un ruolo importante per le garanzie. C’è un lavoro continuo e attento su questo fronte”. In merito agli investimenti, Belli ha spiegato che “il real estate è in prima linea per supportare le catene alberghiere nella riqualificazione dell’offerta. Sarà importante seguire quello che faranno gli investitori. 

Giovanna Manzi, Ceo di Best Western Italia, infine, ha dichiarato che “non si resiste indebitandosi e le nove settimane di cassa integrazione sono totalmente insufficienti per il nostro settore”.

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