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Ristorante Moya

published on: 12 ottobre 2020
Ristorante Moya

Stringhe di luce, fluidità scultoree e tonalità boreali definiscono un nuovo livello di esperienza, tra spazio e cibo. Per MOYA, nuovo ristorante asiatico, l’architetto Maurizio Lai ridisegna con installazioni luminose, segni e geometrie gli spazi della ristorazione contemporanea.

Il ristorante MOYA, è la rappresentazione di un contenitore lontano dall’immaginario collettivo di una ristorazione asiatica standardizzata. Un luogo che in oltre 1000 metri quadrati ridefinisce i classici canoni della ristorazione e accoglie in spazi che rievocano il mondo dell’hospitality. Il progetto di interior si sviluppa in un racconto materico, sensoriale e cromatico, che si articola nei diversi ambienti per coinvolgere ed amplificare la percezione visiva. La sinergia tra architettura, design e gesto artistico che contraddistinguono Maurizio Lai, trova rappresentazione in una installazione luminosa all’ingresso del ristorante. Tridimensionale e rampicante, questa stringa di luce domina la hall sviluppandosi in altezza fino al piano superiore e introduce un tema di dinamismo e verticalità.

A fare da quinta, una parete in vetro color verde smeraldo con una scansione verticale di punti luminosi. Superfici scure in specchio bronzato rivestono le pareti del vano scale riflettono l’installazione all’infinito e dilatano lo spazio e la sua visione. La grande sala centrale si caratterizza per una scansione regolare di stampe digitali, su lastre di policarbonato retroilluminato, che definisce un paesaggio essenzialmente acquatico. A contrasto con il calore dei rivestimenti lignei della sala, l’installazione a soffitto richiama le tonalità delle installazioni a parete, dove le luci disegnano su vetri policromi il senso di un'aurora boreale. 

Gli spazi di degustazione, sviluppati su due piani, sono caratterizzati da un racconto cromatico che ai toni scuri dei rivestimenti contrappone elementi in vetro e tratti luminosi. La luce emerge come segno progettuale distintivo.

I pavimenti sono in gres effetto pietra, panche e sedute hanno struttura in ferro verniciata a polvere, con rivestimenti in tessuto. Nella sala al piano terra - che affaccia sul giardino privato attraverso un’ampia vetrata - le suggestioni naturali vengono amplificate dall’utilizzo del vetro, che Maurizio Lai sceglie per creare una sequenza di elementi separatori illuminati in costa.

Per saperne di più su: LAI STUDIO

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