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Sara Digiesi, BWH: «Aspettiamo le property giuste per il luxury»

published on: 1 ottobre 2026
Sara Digiesi, BWH: «Aspettiamo le property giuste per il luxury»

In occasione della serata dedicata all’universo WorldHotels, organizzata il 29 settembre a Milano presso Gallerie d’Italia, Sara Digiesi, CEO Italy & South East Europe di BWH Hotels, racconta a design&contract come stanno cambiando i comportamenti dei viaggiatori e l'offerta alberghiera, tra WorldHotels, outdoor hospitality, ristorazione e nuove formule di soggiorno.

Business e leisure si stanno avvicinando sempre più. Cosa significa per gli hotel?
Il viaggio per lavoro tende sempre più a integrare componenti leisure, mentre quello per piacere incorpora esigenze tipiche del business: ricerca di connessioni professionali, spazi di lavoro e servizi dedicati. Anche gli eventi sono un importante elemento di contaminazione. L'hotel deve diventare partner delle altre componenti dell'organizzazione, contribuendo alla scoperta della destinazione e offrendo un servizio di concierge sempre più determinante.

Il 2027 potrebbe essere l'anno dello slow travel?
Possiamo immaginare che il 2027 possa essere l'anno in cui questa tendenza si consolida. Osservando soprattutto le generazioni più giovani, emerge una ricerca sempre meno orientata a un lusso ostentato e sempre più a un tempo di qualità, da dedicare alla scoperta delle unicità del territorio. È interessante perché parliamo di generazioni tradizionalmente associate al dinamismo e alla velocità, che sembrano invece ricercare sempre più anche lentezza e tempo.

WorldHotels non è ancora entrato pienamente nel luxury italiano. È una scelta?
Non è che non vogliamo entrare nel luxury: stiamo aspettando le property giuste, quelle che possano esprimere davvero il concetto di lusso. Le nostre strutture hanno già livelli di servizio, facilities e personale qualificato importanti, ma vogliamo che il cliente percepisca un valore coerente con quello che riceve e con il luogo in cui si trova.

Che ruolo sta assumendo la ristorazione nell'hotellerie?
È sempre più rilevante, a partire dal luxury ma trasversalmente in tutta l'offerta. In Italia, in particolare, la ristorazione dell'hotel sta diventando un elemento di grande crescita. Fino a qualche anno fa non era così comune scegliere un ristorante alberghiero per una serata; oggi, se voglio investire su quella serata, posso scegliere volentieri un ristorante in hotel. Conta la cucina, ma anche l'ambiente, il servizio e il rapporto con la città. Lo stesso vale per rooftop, cocktail bar e caffetterie, sempre più aperti anche alla clientela esterna.

È anche questa la logica di myWO?
Sì. myWO nasce proprio per chi si avvicina all'hotel in momenti non tipicamente legati al soggiorno, per lavorare o avere conversazioni professionali. L'idea è offrire un ambiente con servizi, connessione e una proposta F&B adeguata. Gli spazi sono aperti anche a chi non soggiorna in hotel.

Cresce anche il viaggio in solitaria. Come cambia l'ospitalità?
È un trend che cresce e riguarda molto anche il segmento femminile. C'è innanzitutto il tema della sicurezza, ma anche quello degli spazi di socializzazione. Molti alberghi hanno introdotto momenti ed eventi durante la giornata proprio per favorire l'incontro e la relazione.

Che riscontro state avendo con WorldHotels Backdrop?
È stata una sorpresa positiva. Già alla prima comunicazione relativa alla creazione del brand è arrivata una prima richiesta di adesione. Il segmento si è dimostrato più maturo di quanto pensassimo. Spesso si considera l'outdoor come un complemento dell'offerta dei campeggi o come un'ospitalità con canoni più bassi; le strutture che stiamo approcciando, invece, si posizionano direttamente su un segmento più alto e nascono con una forte attenzione alla cura, alla ricercatezza e alla qualità.

Un altro fronte è quello delle branded residences e dei long stay. Cosa vedete sul mercato italiano?
È un segmento che ci interessa. Ci sono molte strutture che nascono come appartamenti con limited service, talvolta in prossimità di un hotel che costituisce il nucleo centrale dei servizi. È una formula particolarmente interessante per famiglie, long stay e business traveller. Anche il mercato delle seconde case sta cambiando: cresce la richiesta di servizi che garantiscano una corretta gestione della proprietà e che, in alcuni momenti, consentano anche di metterla a reddito.

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