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A brevissimo il via di Tendence 2017

published on: 22 giugno 2017
A brevissimo il via di Tendence 2017
"Tutto scorre" - una cognizione della filosofia greca che può essere applicata al commercio europeo: una rete senza precedenti di flussi di merci, importazioni ed esportazioni attraversa l'Unione europea. Questo è il risultato della libera circolazione delle merci tra gli Stati membri che ha reso possibile semplificare lo scambio delle merci nella misura attuale. Ma quale paese europeo ci viene in mente per primo alla voce “campione di export“? Quale Stato è all’interno dell’Unione europea la piazza commerciale numero uno? E queste ovvie supposizioni valgono anche relativamente al commercio di prodotti lifestyle come piccoli mobili, articoli per la casa in vetro, porcellana, ceramica e gioielli? A complemento del Management Report "La spesa per consumi finali in Europa. Uno studio comparativo sui mercati europei” pubblicato in occasione di Ambiente 2017, Messe Frankfurt ha incaricato l’istituto di ricerche di mercato IFH Retail Consultants di Colonia di condurre un’indagine, i cui risultati sono disponibili in questo momento, dunque poco prima dell’inizio della fiera dei beni di consumo Tendence, che avrà luogo dal 24 al 27 giugno a Francoforte sul Meno. In concreto si tratta del flusso di merci tra gli Stati membri dell’UE; l’indagine ha riguardato l’import, l’export e la produzione di beni di consumo negli otto principali mercati nazionali dell’area economica europea: Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Austria, Polonia e Spagna. 

Articoli in vetro, porcellana e ceramica e articoli casalinghi
Con un’offerta di mercato di 3,39 miliardi di euro nel settore degli articoli in vetro, porcellana e ceramica, così come degli articoli casalinghi, la Germania rappresenta il singolo mercato più importante all’interno dell’Unione europea. Nel 2015 hanno contribuito all’approvvigionamento del mercato interno, da un lato, la produzione nazionale con 2,5 miliardi di euro e, dall’altro, le importazioni pari a 3,8 miliardi di euro; vengono esportati prodotti in vetro, porcellana e ceramica per un valore pari a 2,9 miliari di euro. Nel ranking delle quote di produzione al primo posto si trova la Polonia: una quota del 142,7% indica che oltre a rifornire i consumatori polacchi resta ancora sufficiente spazio per le esportazioni; dell’1,1 miliardi di euro del volume di produzione possono essere esportati complessivamente 906 miliardi di euro. Ciò è dovuto al fatto che per la copertura del fabbisogno polacco vengono addizionalmente importati articoli in vetro, porcellana e ceramica e articoli casalinghi per 630 milioni di euro. In tutta l’UE per il periodo preso in esame la quota di produzione si attesta tra l’83% e l’88% con tendenza verso il basso. Ciò significa che l’importanza dell’interconnessione internazionale attraverso le importazioni e le esportazioni aumenta in questo mercato. La natura dell’approvvigionamento sinora tipica di questo segmento sta scomparendo sempre più e all’interno dell’UE i singoli mercati crescono maggiormente uniti. Una circostanza resa possibile dal libero scambio nell’area economica europea. 

Piccoli mobili 
Tanto differenti quanto le merci sono anche le caratteristiche dei flussi di merci tra i paesi dell’Unione europea. A differenza del segmento degli articoli in vetro, porcellana e ceramica e degli articoli casalinghi, il mercato dei piccoli mobili è caratterizzato da un'unica modalità di approvvigionamento, ovvero, la produzione è tradizionalmente orientata a soddisfare la domanda nel proprio paese. In cifre questo significa che in tutta l’UE è presente un’enorme capacità produttiva di 5,15 miliardi di euro nel segmento dei piccoli mobili, importando merci Gli Stati membri soddisfano la domanda estera con solamente 2,27 miliardi di euro; in proporzione poche merci vengono quindi importate o esportate in aggiunta. Le uniche eccezioni sono l’Italia e la Polonia. Il primo, un paese di produttori design-oriented, si trova nel 2015 in cima alla classifica dei paesi esportatori con una quota di produzione del 184%. Dei piccoli mobili per un valore di 1,08 miliardi di euro che sono stati prodotti sul suolo italiano, sono andati all’estero prodotti per 600 milioni di euro. Al secondo posto si trova la Polonia con un volume di produzione di 853 milioni di euro, di cui esporta quasi la metà, vale a dire 410 milioni di euro. Viceversa, con 41 milioni di euro l’import è relativamente modesto in Polonia. 

Arredo e decorazioni da giardino 
Nel settore dell‘arredo per esterni e delle decorazioni per il salotto da giardino sono gli olandesi i campioni del commercio con l’estero, come confermano le quote impressionanti di import-export del 281 rispettivamente 480 per cento. In questo contesto l’approvvigionamento del mercato interno dei relativamente piccoli Paesi Bassi ammonta a soli 175 milioni di euro; con una capacità produttiva di 83 milioni, import per 492 milioni ed export per 400 milioni, quasi il triplo rispettivamente il quintuplo viene trasferito oltre i confini nazionali. Il polo opposto rappresenta l’Italia come lo Stato autosufficiente nel mercato dell’arredo da giardino, con un approvvigionamento del mercato interno di 955 milioni di euro e un’enorme quota di produzione del 102,9 %. In tutta l’Unione europea nel 2015 l’approvvigionamento del mercato interno è ammontato a 4,7 miliardi di euro; nello stesso periodo di tempo sono state importate merci per 4,9 miliardi e l’export ha totalizzato 3,4 miliardi di euro. La produzione interna dell’UE comprende arredo per esterni e decorazioni da giardino per 3,2 miliardi di euro; un mercato che è agli inizi di uno sviluppo transitorio.

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